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Da oltre un secolo Matteograssi continua a sviluppare con estrema coerenza e successo la propria filosofia produttiva, indissolubilmente legata alla lavorazione del cuoio e della pelle. Nel 1880   esordisce con le  sue prime produzioni di selle, briglie e redini e si contraddistingue  come esempio di grande sapienza artigiana. Con il passaggio storico, segnato dalla seconda guerra mondiale, l’azienda riesce a cogliere i grandi cambiamenti che avvengono a livello di costume, evolvendosi alla produzione industriale di arredi,  dando continuità alla sua esperienza nella lavorazione di materiali come il cuoio e la pelle abbinando via via materiali diversi quali il legno, il cristallo, l’acciaio. Una grande svolta significativa è sicuramente rappresentata, nel 1979, dal progetto della poltroncina Korium di Tito Agnoli, che segna il definitivo orientamento dell’azienda a specializzarsi nel settore delle sedute. Gli anni  novanta sono stati un susseguirsi di grandi successi e fondamentali novità, periodo in cui matteograssi si afferma come indiscutibile protagonista in Italia e sui mercati esteri. L’azienda trova inoltre nel contract  un nuovo settore di grande espansione.  Alcuni tra i più importanti scali internazionali vengono infatti allestiti con comode ed eleganti sedute  della serie Meeting. Da qui nasce la specializzazione di matteograssi nel settore aeroportuale, nell’office design e negli spazi collettivi che, negli anni 2000, vedrà l’Azienda consolidarsi attraverso l’aggiudicazione di importanti e numerosi contratti per le forniture degli arredi aeroportuali, posizionandosi come leader del settore. Il più significativo e di grande prestigio è l’allestimento dell’aeroporto di Dubai, nel 2008-2009, con ben 18.250 sedute. Nel 1994 matteograssi acquisisce la Giorgio Pizzitutti, un marchio milanese di grande prestigio, identificando negli oggetti, in pelle e legni  preziosi,  il giusto completamento a tutte le sue collezioni per la casa e l’ufficio. Nel 1996 si aggiudica, in esclusiva, tutti i diritti dei disegni di Guglielmo Ulrich, grande architetto ed arredatore italiano particolarmente attivo a Milano tra gli Anni Trenta e Cinquanta, rieditando molti dei suoi capolavori più prestigiosi.

LA LAVORAZIONE DEL CUOIO
Il cuoio è la materia primaria, naturale. Come il legno, è materia viva: si allunga, traspira, si allarga, si contrae. Ma esiste un punto che è l’equilibrio ottimale della sua esistenza. Un punto in cui il massimo della morbidezza è saldato al massimo della consistenza. E’ il  punto che raggiunge il cuoio matteograssi dopo la concia. Le pelli utilizzate da  matteograssi sono di provenienza  esclusivamente europea:  la parte della pelle usata per realizzare il cuoio è la spalla. Il processo di concia,  che serve per evitare il deterioramento della pelle, viene realizzato tramite appositi bottali in cui le pelli vengono introdotte insieme ai tannini (estratti vegetali), accuratamente scelti per ottenere la “ricetta” più consona alle lavorazione che la matteograssi eseguirà. Una volta tolte dal bottale le pelli possono essere tinte con speciali coloranti, le aniline;  nel caso di pelli di colore brillante i coloranti vengono uniti a pigmenti espansi. La fase della tintura si divide complessivamente in 2 parti: tinta in botte all’anilina e rifinitura all’anilina o semi-anilina. lI cuoio che arriva in matteograssi viene da sempre scelto identificando e segnalando i difetti superficiali che  ne contraddistinguono la naturalità: il Mastro Tagliatore esamina le pelli, ne individua le piccole imperfezioni, sceglie la posizione del taglio e la destinazione della pelle (bracciolo, retro, ecc.) Successivamente le dime con le sagome dei prodotti vengono posizionate sulle pelli, viene   effettuata la segnatura e si esegue il taglio. I pezzi così ottenuti devono necessariamente avere spessori differenti, in rapporto al rivestimento che si andrà ad eseguire: si procede, pertanto, alla spaccatura o egualizzazione dei pezzi tramite una apposito macchinario. Si passa quindi al reparto di preparazione dove i pezzi vengono stampati e/o incollati alle strutture portanti: è la fase centrale della lavorazione ed è qui che si esprime l’arte del Maestro Sellaio. E’ necessario poi intervenire sui contorni: il bordo viene lavorato con appositi rulli o a mano con attrezzi della vecchia selleria.

La fase successiva è la cucitura, realizzata con particolari macchine, caratteristiche della cucitura da selleria, dette “marcapunto”. Il filo che viene utilizzato è di cotone ad altissima resistenza. Si esegue poi la cosiddetta “saldatura” che consiste nell’annodare ed incollare i fili che verranno successivamente tagliati ed inseriti nel foro di fine cucitura. Il risultato ottenuto consente di “nascondere” l’inizio e la fine della cucitura. La fase seguente è la rifilatura del bordo di cuoio eccedente che deve poi essere rettificato tramite carteggiatura. Dopo questa operazione si forma su entrambi i lati del bordo una “bava” di cuoio che deve essere necessariamente asportata. Questa operazione, che  prende il nome di “cavaquadro”, è eseguita  manualmente tramite l’utilizzo di appositi coltelli: il risultato è  un bordo privo di spigoli. La successiva fase di tinta è realizzata a mano tramite piccoli pennelli e con tinte a base di cera d’api. Si usa il nero per tutta la collezione, eccetto per il colore naturale e simili. In ultimo, si effettua la lucidatura, realizzata a mano tramite un ferro caldo che scioglie la cera e leviga il bordo che risulterà liscio al tatto. I pezzi ottenuti passano poi al reparto montaggio per essere assemblati.

LA LAVORAZIONE DELLA PELLE
Le pelli usate per la realizzazione degli imbottiti sono pelli di differenti qualità al fine di rispondere alle esigenze del cliente/mercato. La pelle di riferimento per la lavorazione di selleria della matteograssi è una pelle di alto spessore che si divide principalmente in Pelle Extra e Pelle  H.Q. Le dimensioni dello spessore comportano particolari attenzioni nella lavorazione: si eseguono perciò smussi e giunte che ne permettano il migliore utilizzo. Caratteristica della lavorazione di selleria sugli imbottiti è la necessità di nascondere la cucitura di unione dei pezzi (a differenza del cuoio in cui il bordo cucito viene invece evidenziato). E’ chiaro che per particolari esigenze di design vengono effettuate anche altri tipi di lavorazioni.

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