Simon

SIMON nasce nel 1968 dall’incontro di Dino Gavina e Maria Simoncini con alcuni fra i maggiori rappresentanti dell’architettura e dell’arte moderna. In questa avventura imprenditoriale confluiscono tutte le esperienze culturali e le testimonianze produttive che hanno dato vita ad una collezione di culto per gli amanti del design. Oggi questi oggetti d’arredo, sinonimi di un’attività industriale che è stata capace di farsi veicolo di promozione culturale, rappresentano dei classici, perché custodi di valori sempre attuali a cui ispirarsi e attingere. Qualità, perfezione, proporzione, poesia, ironia… sono le orme depositate all’interno di questo prezioso contenitore.Bauhaus, Dadaismo, Surrealismo, Neo Liberty… sono il filo del pensiero che lega il passato al presente. Il presente è Cassina che ha raccolto la preziosa eredità di Simon nel 2013 affinchè la sua attività industriale possa continuare a produrre nuovi importanti capitoli nella storia del design contemporaneo. Nel panorama del design italiano e internazionale Simon si caratterizza per una precisa identità e riconoscibilità. Qualità certo da ricondurre in primis al carattere unico di Dino Gavina, l’imprenditore che l’ha ideata nel 1968. Fin dal principio degli anni Cinquanta aveva iniziato a lavorare con architetti e designer – come Luigi Caccia Dominioni, Pier Giacomo e Achille Castiglioni, Ignazio Gardella, Carlo e Tobia Scarpa, Kazuhide Takahama o Marco Zanuso – e nel 1960 aveva fondato l’azienda che portava il suo nome, presieduta proprio da Carlo Scarpa.
[…] Gavina da una parte è attento alle direzioni più avanzate delle ricerche del design e dei suoi protagonisti – che nel corso del decennio sessanta si andavano indirizzando anche a riflessioni critiche rispetto al progetto funzionalista –; dall’altra è sensibile agli stimoli che arrivano dalla creatività artistica.
Punto d’incontro fra questa duplice tensione è certo costituita dall’esperienza di Simon e delle sue collezioni Ultrarazionale (1968), Ultramobile (1971) e Metamobile (1974), progressivo scandaglio di possibili indirizzi di indagine e sperimentazione.
Ultrarazionale presenta pezzi “scultorei”, disegnati da Scarpa (come i monumentali tavoli Doge, Valmarana e Delfi), frutto di estrema cura nella scelta dei materiali, nelle soluzioni di dettaglio e nelle lavorazioni.
Pur rimanendo in sostanza all’interno di una concezione non radicale o di rottura del design, intendono proporre una complessità di linguaggio volta a fornire concreta alternativa a un certo razionalismo di maniera.
Qualche anno dopo le “opere d’arte funzionale” di Ultramobile guardano al dialogo fra ricerca artistica e produzione per l’ambiente domestico con esiti ispirati e di forte impatto visivo. Oggetti tratti dalla poetica surrealista diventano mobili-opere d’arte dalle forti valenze simboliche, rendendo omaggio ad artisti come René Magritte, Constantin Brancusi, Man Ray, Sebastian Matta e Meret Oppenheim. Le sedute pop di Matta, lo specchio Les grands trans-Parents di Ray o il tavolino dorato con le zampe della Oppenheim sono riusciti a ritagliarsi, assieme all’attenzione critica, interessanti e in parte inaspettati spazi di mercato.
Ultramobile ha aperto un filone che ancora oggi si presenta di grande attualità, con l’esplorazioni di direzioni “altre” volte ad allargare a territori laterali e di confine rispetto alla cultura del progetto e al tempo stesso arricchirla e liberarla dai vincoli stretti imposti dai modelli culturali, dai metodi produttivi e dal mercato.
Metamobile infine è una precisa proposta di mobili semplici e a basso prezzo, addirittura autoprodotti. Come i progetti di Enzo Mari – provocatoriamente emblematici dell’intera collezione – per l’autocostruzione nell’arredamento, sfida alle regole del mercato e della distribuzione. Dentro la sua storia e il suo presente, Simon contiene elementi di grande interesse e vitalità dal punto di vista del “contenuto” e significato sotteso alle proprie scelte culturali e imprenditoriali; inoltre vanta un patrimonio di progetti e prodotti che hanno esplorato strade innovative e al tempo stesso sono stati capaci di imporsi, presso critica e pubblico, come icone del design.

Alberto Bassi
Storico e critico del design

from http://www.simoncollezione.com

Cassina, azienda fondata a Meda (Monza Brianza) da Cesare e Umberto Cassina nel 1927, espande la propria sfera di influenza nel mondo del design made in Italy.

Il colosso dell’arredamento, parte di Poltrona Frau Group dal 2005, ha da poco rilevato da Estel il marchio di mobili Simon per 2,1 milioni di euro.

Cassina prevede di sviluppare con l’integrazione dei prodotti Simon, la cui produzione rimarrà italiana, un fatturato di 15 milioni di euro nei prossimi 5 anni, con un contributo incrementale già a partire dal 2013.La quota per l’acquisizione verrà versata il prossimo 1° luglio, e alla cifra pattuita sarà sommata una parte variabile legata ai volumi di fatturato generati nei prossimi 5 anni.

Alberto Stella amministratore delegato di Estel commenta così l’importante accordo: “sono sicuro che il marchio Cassina costituisca il miglior approdo per il futuro di Simon, e al tempo stesso il miglior recupero di energie per Estel, impegnata a rilanciare il Settore Casa unitamente al mantenimento della leadership nel settore Ufficio”.“Sono contento che il nostro gruppo - ha dichiarato invece Dario Rinero, amministratore delegato di Poltrona Frau Group – continui nel suo percorso di mirate acquisizioni dei marchi capostipiti del design italiano che esprimono e diffondono l’eccellenza e la cultura del made in Italy nel mondo”.

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