Nemo Lighting
Nemo Lighting Palermo è la proposta di lampade d’autore che Scillufo Arredamenti presenta nel suo showroom di via Nicolò Gallo 8: apparecchi da tavolo, da terra, a parete e a sospensione firmati da maestri come Le Corbusier, Charlotte Perriand, Vico Magistretti e Mario Bellini, accanto a progetti contemporanei di Bernhard Osann, Arihiro Miyake e Ilaria Marelli. Nemo nasce a Milano nel 1993 per iniziativa di Franco Cassina e ha costruito la propria identità su una doppia strada: riportare in produzione, con cura filologica, lampade storiche del Novecento e affiancarle a nuovi progetti dal disegno essenziale.
Su questa pagina trovi le famiglie che incontriamo più spesso nei progetti residenziali e nei locali pubblici: la serie Le Corbusier con Lampe de Marseille, Applique de Marseille, Parliament e Lampe Cabanon, le lampade di Charlotte Perriand, Claritas di Magistretti, Nuvola di Bellini, Ara di Marelli, Crown, Ellisse, Fox, Swan e le novità Portofino, Drop 7 e Kepler. Le fotografie provengono dalla sezione progetti del marchio: case, ristoranti, negozi e uffici reali, con i nomi di chi li ha disegnati e fotografati. Per ogni lampada trovi i dati essenziali e, sul catalogo Deplain, la scheda del marchio da cui chiedere un preventivo.
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Nemo Lighting Palermo: le lampade di Le Corbusier e dei maestri
La parte più riconoscibile del catalogo è quella che Nemo chiama «The Masters»: una selezione di lampade disegnate dai maestri del Novecento, riprodotte con i materiali e le proporzioni originali. Sono apparecchi nati per usi precisi, spesso per architetture o arredi specifici, e per questo hanno una logica costruttiva evidente: bracci snodabili, coni orientabili, vetri stampati, tubi in acciaio verniciato.

Lampe de Marseille e Lampe de Marseille Mini
Lampe de Marseille prende il nome dall’Unité d’Habitation di Marsiglia, il grande edificio che Le Corbusier disegnò tra il 1949 e il 1952, simbolo dell’architettura brutalista. È una lampada da terra con due diffusori conici orientabili, che danno luce diretta e indiretta, ed è proposta in bianco calce, grigio e nero, con l’interno dei diffusori in bianco. La versione Mini conserva lo stesso disegno in dimensioni più contenute ed è pensata anche per ambienti piccoli.
Applique de Marseille
Applique de Marseille fu disegnata da Le Corbusier nel 1938-1939 per il suo appartamento parigino di rue Nungesser et Coli. Due paralumi conici orientano la luce verso l’alto e verso il basso e producono fasci uniformi e netti; esiste anche una versione Mini. Nella galleria del marchio si vede spesso in corridoi, camere e studi, dove una coppia di appliques scandisce la parete.

Parliament
Parliament fu disegnata da Le Corbusier nel 1963 per il Parlamento di Chandigarh, in India, ed è un simbolo del modernismo degli anni Cinquanta, ispirato all’illuminazione industriale dell’epoca. Il diffusore regolabile è formato da due coni simmetrici aperti, uno per la luce diretta e uno per quella indiretta, con doppio interruttore sul cavo. Le finiture richiamano i «claviers de couleurs», il sistema cromatico messo a punto dal maestro svizzero-francese: grigio con interno bianco, nero con giallo o rosso, verde con giallo.
È una lampada che sta bene accanto a una libreria o a una poltrona, perché ha un’altezza regolabile e un ingombro ridotto alla base.

Lampe Cabanon
Nel 1952, sulla Costa Azzurra, Le Corbusier costruì il «Cabanon», un rifugio di pochi metri quadrati, esempio assoluto di abitare essenziale. Lampe Cabanon prende il nome da quel microcosmo: il paralume è in carta da lucido, la carta che l’architetto usava per i disegni, ed è modellato sul ricordo di un oggetto di guerra, un portaproiettili da mortaio ritrovato sulle spiagge francesi. La base è in metallo verde canna di fucile; la lampada accetta lampadine LED fino a 25 W ed è regolabile sul cavo.

Charlotte Perriand: Lampe de Bureau e Potence Pivotante
Per Charlotte Perriand le lampade non erano un elemento decorativo, ma uno strumento tecnico. Lampe de Bureau nasce nel 1965, quando la designer cerca la luce giusta per illuminare i volti riflessi nello specchio di un mobile disegnato per la vetreria francese Boussois: all’interno il diffusore resta bianco per mantenere il colore naturale della luce, mentre all’esterno il vetro stampato traslucido è disponibile in verde, rosso, blu, grigio-azzurro, giallo e bianco.
Potence Pivotante risale al 1938 ed è ispirata al boom delle barche a vela: due sezioni tubolari nere, montate a L rovesciata, portano il filo dall’interruttore alla lampadina, e il braccio in acciaio fissato alla parete ruota sull’asse orizzontale descrivendo un angolo di quasi 180 gradi.
Claritas e le lampade di Albini
Claritas è la prima lampada disegnata da Vico Magistretti, prodotta con Mario Tedeschi nel 1946: tubi di metallo piegati e verniciati di nero, parti della struttura in metallo cromato e diffusore in alluminio nero all’esterno e bianco all’interno. Accanto a Claritas, la collezione dei classici comprende le serie dedicate a Franco Albini, inaugurate nel 2008, e le riedizioni di altri maestri come Kazuhide Takahama, Man Ray e Le Corbusier con la lampada Escargot, presentata come serie speciale limitata. Sono pezzi che raccontano come il design italiano abbia pensato la luce molto prima dei LED.
Icone contemporanee e novità
Accanto ai classici, il catalogo comprende progetti pensati per chi arreda oggi: lampade lineari a LED, apparecchi ricaricabili da portare da una stanza all’altra e grandi sospensioni dal disegno scultoreo. Nemo sviluppa internamente alcune tecnologie, come l’accoppiamento di profili estrusi in alluminio, che permette di nascondere la sorgente nella struttura e di ottenere luce diffusa senza elementi in vista.

Swan e Fox di Bernhard Osann
Swan è un segno grafico: il braccio si estende da 134 a 184 cm mantenendo la linearità del disegno, la sorgente è orientabile e il contrappeso, parte essenziale del progetto, è rivestito in pelle testa di moro. Fox è una lampada da terra dall’estetica essenziale: l’arco snodabile in acciaio verniciato nero opaco consente ampi movimenti e permette di direzionare la luce con uno spot cilindrico con filtro antiabbagliamento opzionale. Il fascio è caldo e diffuso. Esiste anche la versione a parete, Fox Wall.

Portofino, Drop 7 e Kepler
Portofino è una lampada da tavolo sottile e leggera, portatile e ricaricabile tramite presa USB-C, con una batteria che garantisce da 5 a 15 ore secondo l’intensità della luce. È in alluminio, in una versione più elegante con base in marmo, nei colori bianco, nero, azzurro pastello e verde smeraldo. Drop 7, di Arihiro Miyake, è un lampadario dalle linee nette composto da profili di alluminio sottilissimi collegati da giunzioni miniaturizzate, per un effetto di leggerezza sospesa e luce diffusa. Kepler è una scultura luminosa in alluminio estruso verniciato, la cui linea continua è ottenuta con una lavorazione tridimensionale sviluppata da Nemo e si ispira al nastro di Möbius.

Crown
Crown è un’icona del disegno contemporaneo che ricorda gli antichi lampadari: ispirata alla forma dei fiocchi di neve, ha un disegno versatile ed è costruita in modo modulare, con infinite combinazioni di colori e dimensioni. Nelle versioni Plana, Major, Minor, Magnum, Royal, Wall e Applique si adatta a soffitti alti e bassi, a gallerie e a scale. Il lampadario è in alluminio e vetro, con sorgenti LED G9 comprese e finiture in alluminio lucido, bianco, nero, verniciato oro, placcato oro e placcato nero.

Nei progetti pubblici Crown si incontra in ambienti molto diversi tra loro: un vano scala affrescato, uno studio con soffitto a travi, una galleria d’arte. Dal disegno leggero e dalle finiture dorate, si lascia leggere come un elemento decorativo che non appesantisce lo spazio, e la modularità consente di scegliere l’altezza e l’estensione in base al soffitto. Per una casa siciliana, con soffitti alti e atri ampi, le versioni Major e Royal sono quelle che consigliamo di vedere in showroom.

Ellisse
Ellisse è realizzata in più versioni con una tecnologia sviluppata da Nemo per l’accoppiamento delle estrusioni: garantisce luce diffusa diretta e indiretta con il LED nascosto nella struttura. Il disegno è lineare e contemporaneo; nella versione da terra una base in marmo nero diventa piedistallo. Le sospensioni Double e Triple si usano sopra tavoli e isole di cucina, e nelle versioni Major e Minor la luce è distribuita sopra e sotto l’anello.

Nuvola
Nuvola fu disegnata da Mario Bellini nel 1974 per «Pianeta Ufficio»: una collezione metafisica, di forte impatto visivo, realizzata a stampaggio rotazionale in polietilene per una diffusione della luce a 360 gradi. Le versioni a parete e a soffitto hanno sorgente LED lineare, luce a 2700 K e regolazione 1-10 V; la finitura è bianca. Il bordo morbido e la forma di nuvola la rendono adatta anche ad ambienti con soffitti ribassati o con travi, dove una plafoniera tradizionale sembrerebbe rigida.

Asteroide e Ara
Asteroide è la lampada che meglio racconta il legame con il vetro: è in vetro soffiato triplex opalino satinato, che garantisce una diffusione discreta e omogenea, da sola o in gruppo, in diametri da 10 a 20 pollici. Ara è invece una lampada da terra di Ilaria Marelli, composta da due elementi in alluminio estruso; l’apparecchio ha una parte luminosa che ruota e una luce verso l’alto che crea una diffusione ampia. Le strutture sono bianche, antracite, champagne o moka, e le versioni disponibili usano sorgenti fluorescenti, LED o alogene a seconda dei modelli.
Nemo nei progetti: case, locali e uffici
Nella sezione progetti del marchio le lampade compaiono in contesti reali, spesso con più modelli nello stesso ambiente. Sono immagini utili per capire come scegliere: una stessa famiglia cambia volto con il colore della parete, con l’altezza del soffitto e con il materiale dei piani vicini.

Nell’appartamento parigino progettato da Manuelle Gautrand le lampade di Le Corbusier convivono con una sospensione orizzontale della famiglia Linescapes e con Norma. Il bianco dell’ambiente lascia emergere il disegno dei coni, e la lampada a braccio si inserisce vicino alle finestre senza occupare spazio in terra. È un esempio di come una lampada storica possa lavorare in un interno molto contemporaneo.

A Firminy, nell’edificio progettato da Le Corbusier, un appartamento destinato all’affitto turistico è arredato con Parliament, Projecteur 165 Clip, Applique de Marseille, Lampe de Marseille Mini, Potence Pivotante e Pivotante à poser. Una scelta coerente: gli apparecchi sono gli stessi che il maestro usava nei suoi interni, e vivono bene accanto alle pareti colorate e ai serramenti originali dell’edificio.

Per l’agenzia Fidu Immobiliare di Firenze lo studio Cloro ha scelto Applique de Marseille e Crown Plana Mega, accompagnate da una sospensione Zirkol di Ilti Luce. Un esempio di come, in un ufficio, una lampada decorativa possa lavorare insieme a un sistema tecnico senza competere con la luce di servizio.

Nel lounge The Grey, a Dubai, due Potence Pivotante illuminano un’opera dorata e la lunga panca, accompagnate da Elba, Slackline e Tubes. Il braccio che ruota quasi di 180 gradi permette di orientare la luce sull’oggetto senza spostare l’apparecchio, soluzione molto apprezzata in negozi, gallerie e hotel.
Altri progetti pubblicati dal marchio comprendono il Politecnico di Milano, con Ellisse Pendant Double, Crown Wall e le sospensioni Projecteur; il Teatro Arcimboldi di Milano, con Applique de Marseille; il Golf Hotel di La Grande Motte; un resort a Matera, con Lampe de Marseille e Panama Mini; e uffici a Monaco, Atene e Tel Aviv. In molti casi le lampade Nemo sono accompagnate da apparecchi tecnici di Ilti Luce, la società torinese entrata nel gruppo nel 2020.
Nemo in breve: dal 1993 a oggi
Nemo viene fondata a Milano nel 1993 da Franco Cassina. La prima lampada del catalogo è la sospensione Ursa, disegnata da Vico Magistretti; l’anno dopo arriva Iota, nata da un’idea della designer giapponese Ikaru Mori, e nel 1997 la famiglia Constellation di Markus Jehs e Jürgen Laub. Nel 1998 l’azienda acquisisce Italiana Luce, produttrice di classici come Dove e Logo di Barbaglia e Colombo; nel 1999 Carlo Forcolini disegna Hydra, con struttura in acciaio e braccio in fibra di carbonio, e nel 2001 debutta Regulus, un sistema di lampade disponibile in molte configurazioni, firmato da Giancarlo Fassina.
Nei primi anni Duemila l’azienda si allarga: nel 2001 acquisisce Meltemi, specializzata in lampade in vetro soffiato per il settore alberghiero, e assume il controllo del distributore francese Artelux; nel 2002 rileva Illuminating Experiences, che produce e distribuisce negli Stati Uniti. Arrivano Ara di Ilaria Marelli, il ventilatore-lampada Frizzi di Karim Rashid, Chain ancora di Marelli e Ilium dello studio Foster+Partners. Tra il 2005 e il 2007 Nemo fa parte del gruppo di Cassina e Poltrona Frau e diventa la divisione luci di Cassina.
Dal 2008 la collezione «Classici» si apre con cinque lampade di Franco Albini, seguite da una seconda serie di Kazuhide Takahama e, nel 2010 e 2011, dalle riedizioni di Escargot di Le Corbusier e di progetti di Man Ray e Charlotte Perriand. Oggi Nemo Lighting è un’azienda con sede a Milano e filiali in Francia e negli Stati Uniti, di proprietà di Federico Palazzari, con una rete di distribuzione in oltre 40 paesi. Nel 2020 ha acquisito la torinese Ilti Luce, da cui nasce Nemo Studio, dedicata alla luce architettonica per musei, negozi e spazi esterni, e in seguito una quota di maggioranza in Reggiani Illuminazione, società brianzola fondata nel 1957. Tra i progettisti con cui collabora il marchio cita Mario Bellini, Jean Nouvel, Andrea Branzi, Bernhard Osann e Arihiro Miyake.
Come scegliere una lampada Nemo
La prima domanda da farsi è che tipo di luce serve. Le lampade con due coni, come Lampe de Marseille, Applique de Marseille e Parliament, danno luce diretta e indiretta insieme e funzionano bene accanto a un divano o in un corridoio. Asteroide e Nuvola diffondono la luce in modo uniforme e si prestano a camere e soggiorni; Fox, Swan e Potence Pivotante indirizzano il fascio e servono dove c’è un punto da illuminare, come una scrivania, una libreria o un’opera d’arte.
La seconda è la sorgente. Molti apparecchi usano lampadine standard E26 o E12 e lasciano la scelta del tipo di luce e della dimmerazione a chi arreda; altri, come Crown con lampade G9 LED fornite, Ellisse, Nuvola e Kepler, hanno il LED integrato o dedicato e permettono la regolazione. Portofino è ricaricabile, e per questo adatta a tavoli, terrazzi e ristoranti dove non c’è una presa vicina. Controlla anche la lunghezza del cavo e, per le sospensioni, l’altezza del soffitto: Drop 7 e Crown, per esempio, prevedono un cavo regolabile fino a poco meno di tre metri e mezzo.
Infine le finiture: per i classici di Le Corbusier e di Perriand la scelta dei colori è più ristretta e fedele agli originali, mentre per le famiglie contemporanee ci sono più varianti di metallo e di vetro. In showroom puoi vedere dal vivo le finiture disponibili e confrontarle con pareti, tessuti e piani dei tuoi arredi.
Lo showroom Scillufo a Palermo
Scillufo Arredamenti presenta Nemo Lighting Palermo nel proprio showroom di via Nicolò Gallo 8, a Palermo: puoi vedere dal vivo le finiture, confrontare i modelli con gli arredi del tuo progetto e farti consigliare su altezze, sorgenti e regolazione della luce. Possiamo seguire il progetto dalla richiesta di preventivo alla consegna, anche fuori Sicilia.
Scillufo Arredamenti
Via Nicolò Gallo 8, 90139 Palermo
Tel. +39 091 6124383
E-mail info@scillufo.it
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Galleria fotografica
Una selezione di immagini del catalogo Nemo: clicca su una foto per ingrandirla.













































































































































































