Le poltrone Flexform sono tra i pezzi più facili da portare in casa: proporzioni misurate, strutture in metallo o in legno massello e rivestimenti che si scelgono tra i tessuti e le pelli della collezione. Da Scillufo a Palermo puoi vedere materiali e finiture e farti consigliare; nel nostro design shop online, deplain.com, puoi poi acquistare il modello che hai scelto.
Qui trovi otto poltrone, dalla più “anziana”, del 1980, alla più recente, del 2018. Le firmano Antonio Citterio, Paolo Nava, Roberto Lazzeroni, Carlo Colombo e il Design Center dell’azienda: è un modo per capire come lavora Flexform quando disegna una seduta singola, lontano dai grandi sistemi di divani.
Flexform e le sue poltrone: da Citterio a Lazzeroni
La storia di Flexform comincia nel 1959 in Brianza, in un piccolo laboratorio artigiano tra Milano, Como e Lecco, in quello che sarebbe diventato il più importante distretto italiano del mobile. Nel 1967 l’azienda diventa società per azioni, restando fedele alla sua vocazione originaria, e negli anni Settanta si apre ai mercati esteri. Oggi è guidata dalla terza generazione della famiglia fondatrice.
Gli anni Settanta segnano anche l’inizio della collaborazione più lunga della storia Flexform, quella con Antonio Citterio, nato a Meda nel 1950, con studio aperto nel 1972. È lui a parlare di “eleganza quotidiana” per descrivere lo stile dell’azienda: toni neutri, proporzioni calibrate e materiali scelti con cura. Di Citterio e dei suoi progetti abbiamo scritto anche in Antonio Citterio: le icone per Flexform, B&B Italia, Maxalto e Vitra.
Accanto a lui, in questa selezione, compaiono Paolo Nava, con cui Citterio ha disegnato Doralice, Roberto Lazzeroni, nato a Pisa, e Carlo Colombo, nato nel 1967 e laureato in architettura al Politecnico di Milano nel 1993. Jenny, infine, porta la firma del Design Center Flexform.
I pezzi iconici
A.B.C. di Antonio Citterio

A.B.C. è la poltrona con cui Antonio Citterio, nel 1996, richiama il linguaggio del Movimento Moderno: pelle nera e struttura in tubolare metallico, ma con una seduta molto bassa in cui le parti imbottite si incastrano perfettamente nel telaio. Lo schienale si reclina grazie a un meccanismo brevettato, il rivestimento è completamente sfoderabile e la struttura si sceglie tra sei finiture, dal satinato al cromo nero fino al brunito. Si abbina al pouf poggiapiedi omonimo ed è perfetta per un angolo lettura, dove il suo segno grafico fa da contrappunto a un divano morbido.
Carlotta di Antonio Citterio

Carlotta è la poltroncina pieghevole per eccellenza, ripensata da Citterio nel 1996 con mano leggera: struttura in metallo con le viti di giunzione lasciate a vista, e seduta, schienale e braccioli in cuoio. Il cuoio si sceglie fra otto colori e il metallo fra sei finiture; se vuoi, puoi aggiungere un cuscino di seduta in tessuto o in pelle. Misura 59 x 61 cm, per 76 di altezza, un ingombro che le permette di trovare posto in un ingresso, in una camera o come seduta in più accanto al divano.
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Happy di Antonio Citterio

Happy (Antonio Citterio, 2005) ha un segno inconfondibile nello schienale: un telaio in metallo con un intreccio a maglie larghe, fatto interamente a mano con un cordoncino di cuoio. I cuscini di seduta e schienale sono imbottiti di piuma d’oca e il rivestimento si riconosce dal profilo in gros grain, tono su tono oppure a contrasto. Misura 82 x 100 cm, per 73 di altezza. In configurazione si scelgono il rivestimento, il colore del cuoio e dell’intreccio, la finitura del metallo e, se vuoi, un cuscino aggiuntivo e il bracciolo a rullo.
Doralice di Antonio Citterio e Paolo Nava

Doralice è la più “anziana” del gruppo: la firmano Antonio Citterio e Paolo Nava nel 1980, con proporzioni misurate e linee di gusto retrò riviste in chiave contemporanea. L’ingombro è compatto, 75 cm di larghezza per 73 di profondità e 80 di altezza. La struttura in legno e metallo è imbottita e rivestita da una semplice housse in tessuto o in pelle, facile da sfoderare e rifoderare. I piedi sono in faggio, al naturale o tinti in uno di sette colori, e puoi aggiungere un cuscino schienale da 40 x 40 cm in piuma d’oca.
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Jenny del Design Center Flexform

Jenny è una poltrona di gusto classico-contemporaneo del 2002, firmata dal Design Center Flexform. La struttura è in legno massello, che si sceglie in noce canaletto, frassino o rovere, e lo schienale dalla linea curva le dà un tono raccolto e discreto. Misura 69 x 64 cm, per 66 di altezza e con la seduta a 41 cm da terra, ed è sfoderabile, in tessuto come in pelle. Flexform la indica sia per la casa sia per gli spazi hospitality, come lounge, lobby e sale d’attesa: in salotto funziona come seduta aggiuntiva dal profilo morbido.
Luce di Antonio Citterio

Luce (Antonio Citterio, 2015) riprende un gusto classico alleggerendolo in chiave più sobria e contemporanea. Il guscio ergonomico e i cuscini ampi, imbottiti di piuma d’oca, la rendono molto comoda. Si sceglie tra la versione girevole, con meccanismo brevettato, e quella fissa, entrambe da 77 x 78 cm, con base o gambe in metallo in diverse finiture. Il rivestimento è in tessuto o in pelle. Con la girevole puoi orientarti verso la stanza o verso la finestra senza spostare la poltrona.
Alison di Carlo Colombo

Alison è del 2018 ed è di Carlo Colombo. Riprende la lezione del design scandinavo e la porta in un linguaggio contemporaneo: la struttura dalle linee morbide è in legno massello, la seduta è generosamente imbottita e lo schienale in cuoio sostiene con particolare comodità. Il legno può essere frassino oppure noce canaletto o rovere, la fascia di cuoio si sceglie fra otto colori e la seduta si veste con qualsiasi tessuto o pelle della collezione. L’ingombro è di 75 x 81 cm, per 73 di altezza.
Ermione di Roberto Lazzeroni

Ermione, di Roberto Lazzeroni (2015), ha un nome tratto dalla mitologia che richiama la grazia e la gentilezza del disegno. Lo schienale imbottito è avvolgente e si alleggerisce con un’apertura vicino alla seduta; la base ha piedini in alluminio pressofuso o in legno massello. Esiste in due versioni da 75 x 75 cm: Ermione, con base in legno massello di frassino, ed Ermione 20, con base in metallo e piedi in legno o alluminio. Dopo la versione si scelgono il rivestimento in tessuto o pelle e la finitura della base.
Come scegliere la poltrona Flexform
Parti dal carattere della struttura. Il metallo di A.B.C., Carlotta e Happy dà un segno più grafico e si abbina bene a un salotto contemporaneo; il legno massello di Jenny, Alison e Ermione scalda l’ambiente e dialoga con parquet e tavoli in noce o rovere. Doralice e Luce stanno nel mezzo, con corpi imbottiti più morbidi. Se la poltrona deve “girare” nella stanza, scegli la Luce girevole; se serve una seduta leggera da spostare, la Carlotta è la più pratica.
Poi vengono misure e rivestimenti. Le poltrone di questa pagina hanno un ingombro tra circa 60 e 80 cm di larghezza: misura lo spazio, e ricorda che quasi tutte si ordinano scegliendo tessuto, pelle, essenza del legno o finitura del metallo. Per completare la zona conversazione guarda i divani Flexform e i tavolini Flexform; per la sala da pranzo ci sono anche le sedie Flexform.
Vederle dal vivo a Palermo
Una poltrona si giudica sedendosi: la profondità della seduta, la consistenza del cuoio, il peso della piuma. Nel nostro showroom di via Niccolò Gallo, 8, a Palermo puoi vedere la collezione Flexform, toccare tessuti, pelli e finiture, confrontare i colori e farti seguire dalla scelta al progetto della tua casa. Per un appuntamento chiamaci allo +39 091 6124383 o scrivi a info@scillufo.it.
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